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Grassi E., Viaggio a Napoli, 2007 – la città della gente

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grassie-viaggionapoli Ernesto Grassi, Viaggio a Napoli, Napoli, Stamperia del Valentino, 2007, pp. 173, € 18,00
Leggendo l’accurata riedizione di questo libro, datato in origine 1937, si ha la netta impressione che mai come allora la città di Napoli appartenesse alla gente.
Dalla passeggiata “lenta” in Via Caracciolo la domenica mattina, in mezzo alla folla “tutta sorriso, tutta colore”, ai parcheggiatori che hanno girato il mondo e ai “guardaporta” con berretto “da commodoro”, fino al capitolo intitolato proprio Gente che passa.
E’ una Napoli d’altri tempi, dove non vi è quasi traccia di malavita, forse perché allora permeava talmente il quotidiano da passare inosservata, ma soprattutto aveva un’altra dimensione: non era ancora la camorra dei grandi affari, del riciclo di denaro in imprese e attività extra-partenopee che oggi conosciamo, né questa era ancora la Napoli delle discariche alla diossina, delle montagne di rifiuti che oggi viene impietosamente giudicata colpevole, anche quando la colpa deriva da fattori fra loro in contrasto, dal desiderio di una vita più sana alla ribellione contro lo Stato, quasi fosse l’unico responsabile.
La Napoli di Ernesto Grassi è una città variopinta e brulicante di vita, di cultura, capace di generare moto perpetuo e immobilità allo stesso tempo, come nel ritratto del fotografo ambulante o durante la visita alla manifattura dei tabacchi, piccoli scenari dove il tempo pare rallentare sino a fermarsi. Una città che offre leccornie come le zèppole: ciambelle dalla crema dorata, ricoperte di amarena e zucchero di vaniglia; capace di variare l’umanità riversa per le strade in base alle feste e alla stagione, di riempire le vie con giocattoli multicolori, di popolare l’ippodromo in occasione del “Città di Napoli”.
Il linguaggio, a tratti colto e quasi incomprensibile ad un lettore alle prime armi, aiuta a creare quest’atmosfera surreale, da piazza in festa, da formicaio brulicante e attento a cogliere ogni possibile forma di gioia, trasportandola subito in una dimensione collettiva.
Il libro, nel complesso, ha i tratti del reportage e dimostra una mano sapiente e raffinata, paragonabile a quella altrettanto colta di Carlo Emilio Gadda ne Le meraviglie d’Italia, opera contenente scritti ed elzeviri risalenti allo stesso periodo. Un linguaggio capace di creare, o meglio ri-creare il reale, in grado di descrivere le cose con un appetito luculliano per la vita: una fame di sostanza, di carnale e di esistente che non disdegna affatto l’uso sapiente del dialetto napoletano, una fame che rivela tutto il suo amore per il teatro, ed ha ben pochi eguali nella letteratura dell’epoca.
Giornalista, scrittore e commediografo, capace di una commedia espressionista per De Filippo: 24 ore dell’ uomo qualunque, Ernesto Grassi era davvero un uomo di talento e l’intelligente ristampa integrale di questo suo Viaggio a Napoli, lo dimostra.

La scheda di Stefano Agnelli

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