La scuola di Antonello Venditti e la scuola di oggi: paradigmi a confronto
Wednesday, 21 January 2009 20:00
Giombini Francesco
“Compagno di scuola, compagno di niente” cantava Antonello Venditti in Compagno di scuola, brano del lontano 1975. Ecco, ascoltare oggi questa canzone è, per ogni insegnante che si rispetti, in specie di liceo, un’overdose di malinconia, che si intensifica ancor
più quando scatta l’infausto paragone tra la scuola di ieri e quella di oggi. Fino alla sciagurata e distruttiva Riforma Berlinguer (1997) il paradigma dell’essere studente era stato, con varianti significative nel corso del tempo e preoccupante affievolimento post-anni Ottanta, proprio quello enunciato da Venditti, ovvero una scuola che dai contrasti tra studenti e studenti (destra-sinistra e sinistra-sinistra), tra studenti e docenti, tra presidi e studenti, si arricchiva giorno dopo giorno di nuove energie e riusciva così a forgiare generazioni ancora consapevoli dell’ essere cittadini. Come non pensare al “presidente, la croce, il professore, che ti legge sempre la stessa storia, allo stesso modo, sullo stesso libro, con le stesse parole”, e a quanto fosse importante la pressione dello studente sul docente, in specie nei confronti di quello impreparato o scansafatiche, come non sussultare pensando alle “assemblee, i cineforum”, alle “fughe vigliacche, davanti al cancello”, alle “botte nel cortile, e nel corridoio”. Essere liceali dal 1967 alla Riforma Berlinguer era un’esperienza di vita che ci si portava dietro per sempre, mentre oggi il Liceo è divenuto una scuola alla pari delle altre, e questo ha significato la fine delle sue peculiarità. Certo, per un insegnante è sempre meno faticoso che stare in un Professionale o alle Medie, tuttavia si è ormai perso l’interesse che ogni studente, anche il peggiore, provava nei confronti di proposte che poi si rivelavano fondamentali nel corso degli anni. Ma proprio il fatto di doversi cimentare con ciò che spesso non piaceva faceva sì che gli studenti tirassero fuori risorse inaspettate, ora invece le materie più ostiche, latino, greco, matematica, sono considerate inutili o troppo astratte, in specie da coloro che non si accorgono di un abbassamento del livello che Dirigenti Scolastici e docenti spesso favoriscono, ossessionati come sono dalla ricerca di iscritti e conseguenti finanziamenti. Il livello di richieste, ogni anno più basso, stimola sempre meno le cellule cerebrali, la tv spazzatura imperversa e gli insegnanti si trovano di fronte ad esseri catatonici che pensano al wrestling e ai messaggi gratis, non certo all’impegno politico e a “Nietzsche e Marx” che “si davano la mano e parlavano insieme”. I liceali di Venditti erano ancora compagni di scuola, adesso i nostri studenti stanno diventando proprio compagni di niente e per niente, la scuola si è trasformata in un’agenzia di socializzazione che abdica al suo compito di combattere l’imbarbarimento culturale ormai dilagante. C’era negli anni ‘80 una trasmissione televisiva, Drive In, che con la sua stupidità contagiosa ha fatto danni irreparabili, inaugurando un filone di immondizia alla quale gli studenti non sanno sottrarsi. E oggi, infine, siamo arrivati ad un Liceo dove i genitori minacciano di agire per vie legali, gli insegnanti promuovono tutti pur di non avere guai, i Dirigenti non si azzardano quasi mai a dar torto agli studenti. E allora, per il povero prof. frustrato che ha perso tutto il suo prestigio sociale, non resta che tuffarsi nel passato, commuovendosi mentre un cantante ex-impegnato e oggi integrato alquanto canta dei suoi ricordi liceali, tra libri letti “di nascosto sotto il banco” e si chiede “chi non si è mai innamorato di quella del primo banco, la più carina”. Ma tu professore, come diceva Catullo, ostinato, resisti!
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