Martedì 17 febbraio alle ore 21.10 si sono accesi i riflettori sul palcoscenico, sobrio, semplice, essenziale ed efficace, dell’Ariston per la cinquantanovesima edizione del Festival di Sanremo. L’evento Mina, ovvero la sigla di apertura, è stata una promozione pubblicitaria per l’imminente uscita del cd o è servita per l’audience o è stata una stravaganza ironica, scaccia preoccupazioni visto il brano, l’aria di Puccini tratta dalla Turandot “Nessun dorma”? Di sicuro non è stata una grande interpretazione, ripetuta anche al termine del Festival. Ci siamo goduti uno spettacolo, in tutti i sensi, nel bene e nel male, ma una certezza su tutte, Paolo Bonolis con la sua professionalità, c’è riuscito, ha riportato il Festival di Sanremo a livelli ottimi, sia qualitativamente che d’ascolto televisivo, negli ultimi anni solo secondo a se stesso.
Spettacolo innanzi tutto, il burattinaio, costoso ma efficiente, ha saputo gestire il tutto in maniera egregia, una mano non da poco l’ha ricevuta da Luca Laurenti che ci ha fatto sognare con la sua voce, e divertire con il suo spirito. Vallette e valletti, novità assoluta 2009, hanno fatto buona e bella presenza di passaggio, tranne Alessia Piovan, un dramma, non ne ha azzeccata una. Valletta d’eccezione del sabato sera, Maria De Filippi, prima volta in RAI, ma si è fatta notare subito (vedi risultati). Alla terza serata è stato ricordato Oreste Lionello.
Gli ospiti. Il bravo, anche se un po’ ripetitivo, Roberto Benigni, trentuno minuti volati senza respirare, ha trattato argomenti politici, principalmente Silvio Berlusconi, ha preso in giro Iva Zanicchi ed il suo brano ed ha fatto una buona predica sulla bellezza dell’amore a prescindere dai sessi, in riferimento al brano di Povia “Luca era gay”. La capace e bella Katy Perry che togliendosi la giacca ha fatto vedere, oltre alle sue forme, il corpetto nero azzurro per la gioia di tutti gli interisti, e non.
Uno spaccato cinematografico con l’intervista, dopo la canzone cantata egregiamente, del due volte premio Oscar Kevin Spacey. Abbiamo avuto l’occasione di apprezzare, all’apertura della terza serata, il pianista Giovanni Allevi sulle note musicate da Ennio Morricone “La leggenda del pianista sull'oceano” (Giuseppe tornatore, 1998). La quarta serata è stata segnata dalle playmate italiane, del nuovo Playboy Italia, Sarah Nile, Micol Ronchi e Cristina De Pin, belle, ma non microforate, uno dei tanti piccoli problemi tecnici della kermesse, ed a seguire l’intervista a Hugh Hefner, editore fondatore di Playboy (o Playboy Magazine), nel 1953 a Chicago, per l’occasione accompagnato da quattro sue “conigliette”. La serata finale è stata piacevolmente arricchita dalla grande star di Aberdeen Annie Lennox, splendide parole, e magica voce. L’attore francese Vincent Cassel, marito di Monica Bellocci, ha duettato simpaticamente con Bonolis, parlando in italiano.
Uno spaccato cinematografico con l’intervista, dopo la canzone cantata egregiamente, del due volte premio Oscar Kevin Spacey. Abbiamo avuto l’occasione di apprezzare, all’apertura della terza serata, il pianista Giovanni Allevi sulle note musicate da Ennio Morricone “La leggenda del pianista sull'oceano” (Giuseppe tornatore, 1998). La quarta serata è stata segnata dalle playmate italiane, del nuovo Playboy Italia, Sarah Nile, Micol Ronchi e Cristina De Pin, belle, ma non microforate, uno dei tanti piccoli problemi tecnici della kermesse, ed a seguire l’intervista a Hugh Hefner, editore fondatore di Playboy (o Playboy Magazine), nel 1953 a Chicago, per l’occasione accompagnato da quattro sue “conigliette”. La serata finale è stata piacevolmente arricchita dalla grande star di Aberdeen Annie Lennox, splendide parole, e magica voce. L’attore francese Vincent Cassel, marito di Monica Bellocci, ha duettato simpaticamente con Bonolis, parlando in italiano. Paolo Bonolis vince e stravince!

