Spigoli&Culture

spigol@ture

Uhlman F., L’amico ritrovato, 2003

Print PDF
User Rating: / 3
PoorBest 

Fred Uhlman, L’amico ritrovato, Milano, Feltrinelli, 2003, pp. 92, € 5,50
Germania 1932. Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno è figlio di un medico ebreo (Hans), l’altro è di ricca famiglia aristocratica (Konradin). Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Tuttavia le leggi razziali emanate da Hitler interrompono bruscamente il rapporto: Konradin sceglierà di affiancare la famiglia nel cieco amore per Hitler e Hans sarà inesorabilmente scagliato nel limbo della discriminazione.
L’amico ritrovato è un capolavoro in miniatura. In una novantina di pagina l’autore è riuscito a condensare episodi che sono rimasti per sempre nella memoria collettiva: il padre del protagonista che infila l’uniforme tedesca della prima guerra mondiale e si colloca al fianco di un nazista che reggeva un cartello antisemita; il suicido dei genitori; le descrizioni delle giornate scolastiche velate di una nostalgia “librocuoriana”.
L’amico ritrovato è una novella storica di grande efficacia; è il racconto di un orgoglio patriottico tradito e di un’appartenenza nazionale smarrita; è la commovente vicenda di una vera amicizia che come tutti i veri sentimenti alla fine ti lascia dentro qualcosa e non ti tradisce mai realmente.
Tutto questo mi tornò alla memoria poco tempo fa quando mi giunse, del tutto inattesa, una richiesta di fondi da parte del Karl Alexander Gymnasium, accompagnata da un libretto contenente una lista di nomi, per l’erezione di un monumento funebre alla memoria degli allievi caduti durante la seconda guerra mondiale…
…Afferrai l’opuscolo con l’intenzione di stracciarlo ma, all’ultimo momento, mi trattenni. Facendomi forza, quasi tremando, lo aprii alla lettera H e lessi.
“Von Hohenfels, Konradin, implicato nel complotto per uccidere Hitler. Giustiziato”.
Incipit
  • Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.

Add comment


Security code
Refresh

 
You are here: