Spigoli&Culture

spigol@ture

Sergio Cammariere - In risposta a Iolanda Frisina

Print PDF
User Rating: / 9
PoorBest 
Carovane Non la conosco. Forse le sto dando troppa importanza. Ma questa lettera la scrivo a lei come la scriverei a qualunque altro giornalista che non rispetta la verità. Perché le ricordo signora Frisina che il giornalismo è anche e soprattutto onestà intellettuale, etica e professionalità.
Si è poeti nell’anima, per esperienze di vita, per desiderio di comunicare, prima che sulla carta o nelle parole. Si è poeti quando si sa stare in silenzio, ad ascoltare il mondo e si scrivono versi che, forse, in pochi leggeranno. Le difficoltà oggettive per un poeta (quella di trovare lettori, di pubblicare) sono davvero tante…
Quale stupore e quale incredulità mi prende leggendo il suo articolo “Lettera aperta al Sig. Roberto Kunstler”! Perché io sono una “poeta piccolina”, è un mondo che conosco bene, frequento la poesia da molti anni… la leggo, la scrivo con il sangue… e spesso resta qui, nel mio pc. E le assicuro che non scrivo solo parole in fila messe a caso. Di raccolte, ne ho pubblicate due.
Ma un giorno, un mio caro amico mi disse una cosa che mai dimentico: “Cara Mariapia, l’unico modo che oggi la poesia ha per sopravvivere è farsi canzone. Solo così arriva ad un pubblico e diventa fruibile. Perché la musica è l’espressione più completa e misteriosa che tutto racchiude in sé.”
Intuizione intelligente, di rara acutezza e da me condivisa. Che, leggendo il suo articolo, si ribalta.
Parliamoci con chiarezza. Chi è Roberto Kunstler? Un cantautore. Lo era prima, lo è sempre stato, lo è ancora oggi... Uno che scrive testi per sé ma anche per gli altri, esattamente come me e come tanti.
Non sto a dirle se meglio o peggio. Non è questo il punto. Il punto è un altro. E cioè, che secondo il suo parere scrive cose talmente straordinarie da ispirare musica di alto livello.
Scrive poesie talmente sublimi che dovremmo baciare il sacro suolo su cui cammina. Sorrido.
Perché il talento indiscutibile di compositore, arrangiatore ed interprete di Sergio Cammariere, è capace di trarre ispirazione persino da un volantino, uno stralcio di giornale, una parola catturata per caso in un libro, un niente che vola come pulviscolo sulla sua testa.
La sua mente è sempre a caccia di suoni nuovi, di silenzi… di magie. Può cantare tutto, suonare tutto. Ha la musica che gli circola nelle vene, prima che nella testa e nelle mani.
E non è solo un mio pensiero ma parole lette negli anni e scritte da chi, il lavoro di giornalista e critico musicale lo fa da anni e con serietà e sensibilità.
Lo stile di Sergio Cammariere è fuori dal coro, di alta classe. Mi meraviglio di lei, gentile signora, piuttosto che rimarcare il presunto valore di Roberto Kunstler, dovrebbe, se ama la musica di qualità e la poesia, non creare queste dissonanti fratture che sembrano quasi scritte in malafede. E sono davvero fuori luogo.
L’arte ha bisogno di armonia. Non di contrapposizioni, non di sterili argomentazioni intorno al nulla. E lei, questa “frattura”, con le sue parole, l’ha creata.
Se Kunstler oggi è conosciuto (e lo è, non abbia dubbi, tutti gli estimatori di Cammariere sanno benissimo che i testi li scrive Roberto KunstlerSergio Cammariere è un signore, ha una immensa sensibilità, non ha mai omesso di dare il giusto peso a questo legame artistico…), lo deve solo ad un fortunato incontro: quello con Sergio.
Sono certa che Kunstler, cosa che lei sembra non aver assolutamente capito, si ritenga fortunato ad aver avuto, dall’incontro con Sergio Cammariere un veicolo importante e di alto livello per i suoi testi.
Se la sua poesia (e sulla qualità letteraria dei testi mi permetto di dissentire, alcuni sono meravigliosi, altri molto più banali,e diciamolo pure... Cammariere li sublima…) oggi è nota al pubblico, lo deve a qualcuno che è riuscito con caparbietà e determinazione a costruirsi un posto particolare nel panorama musicale italiano. Perché tutto si può dire di Cammariere tranne che sia inglobato nello star system.
Il suo è un discorso musicale di alto profilo, per estimatori raffinati. Per chi sa ascoltare l’emozione. Capace di trasmettere grandi suggestioni.
I testi, staccati da QUELLA musica, da QUELLA voce, sono cose che chiunque sia dotato di padronanza di scrittura ed abbia un buon bagaglio culturale letterario è in grado di scrivere.
Potrei parlarle di tante altre cose, ma non ritengo di dover andare oltre. Considero Roberto Kunstler un bravo paroliere. Che a tratti ha ottime intuizioni e impennate di vera poesia.
Ha composto anche la musica di QUALCHE canzone (avendo letto con cura tutti i testi dei 5 album usciti, su 45 canzoni solo 4 sono firmate insieme a Cammariere per la parte musicale … ma Sergio ha saputo andare ben oltre quegli accordi). Il resto, e lei lo sa bene, sono PAROLE. Se le legge così come sono, staccate dalla musica, non tutte fanno volare alto… sono evocative, belle parole e non esenti da chiare influenze di letture colte… riconoscibili per me e per tutti quelli che conoscono e amano la poesia.
Sergio e Roberto si sono incontrati 18 anni fa. Questo sodalizio, che dura da tanto tempo è sempre stato raccontato da Sergio come un rapporto che ha fatto crescere artisticamente tutti e due. Solo lei riesce, non si capisce con quale scopo, a danneggiare entrambi. Se vuole che Kunstler abbia individualmente il suo posto al sole, ne esalti le sue doti artistiche, ha fatto molti album, parli di quelli, l'ultimo è di pochi anni fa. Lasci Sergio Cammariere a noi e alla Musica, con la sua anima, che sa farsi davvero dono.
La poesia è un nucleo complesso, rappreso e mai statico. Da un pezzo di marmo, per quanto pregiato, solo un grande scultore sa creare un’opera d’arte.
Chi ha dato voce, dinamismo, calore, forza alle parole di Roberto Kunstler è stato Sergio Cammariere, che io definisco poeta, assumendomene ogni responsabilità.
E non il contrario, come lei afferma. Essere poeti è soprattutto un atteggiamento, uno sguardo, un modo di porsi verso gli altri e la vita. E verso l’arte…
Tanto le dovevo per MIA onestà intellettuale.
Di scrittrice, “poeta piccolina” e amante della vera grande Musica.
Sul magazine BRAVO ON LINE è comparso un articolo dal titolo “Lettera aperta a Roberto Kunstler” a firma di Iolanda Frisina. Tale articolo, che vi invito ad andare a leggere, mi ha ispirato questo pezzo, di seguito riportato. Una riflessione sull’etica dei giornalisti, soprattutto in rete, in questo caso, è quanto mai opportuna.
Mariapia Giulivo

Comments  

 
0 #1 Mah....cicci_il_mostro_di.. 2012-04-11 07:15
Credo che ci sia una singolare, anzi, plurale sopravvalutazio ne di testi e musica in cammariere, direi che non va oltre una bella confezione ripenza di cliché lampanti, pianobareschi, suonati con buoni turnisti ma risultanti inevitabilmente tali, senza appello. Un bacio in fronte a cammariere che ci crede tanto e sembra in buona fede, lavora tanto e probabilmente a qualsiasi prezzo pur di avvolgersi nel suo foulard e poter dire sono un artista.
Quote
 

Add comment


Security code
Refresh

 
You are here: