Quarto volume per l'editing futuribile Divenire 4 a cura dell'AIT (Associazione Italiana Transumanisti), Sestante edizioni (casa editrice anche dell'Università di Bergamo).
E firme prestigiose, in questo volume, dedicato alle tecnologie presenti e future dal punto di vista, nello specifico sociale, filosofico e massmediologo o informatico. Non a caso, presente lo stesso celebre Gianni Vattimo, con un saggio su Heidegger e la Tecnica. Lavori, poi sull'Umanesimo scientifico in generale- e le sue relazioni storiche con certo ambientalismo e bioetica contemporanei o con l'umanismo storico d'altro approccio, dei vari Aldo Schiavone (ex Direttore Gramsci)e Stefano Pellicani, sociologi della scienza. Saggio, inoltre di Roberto Marchesini, etologo e antropologo sulla soggettività e la sua mutazione nell'era dei media e di Internet. Salvatore Rampone, informatico, descrive invece l'avvento di farmaci potenzianti ben noti come Viagra e Prozac eccetera, quali segni di postumano di massa. Riccardo Campa, presidente AIT e docente all'Università di Cracovia-Polonia, presenta invece un saggio originale sulla tecnologia, nei miti e nel reale, nell'antichità classico-greca, sorta di archetipico insospettato delle recenti filosofie transumaniste e genericamente postumane. Stefano Vaj, filosofo e tecnologo e docente all'Università di Padova, ripropone la recensione allo stesso ultimo libro di Campa, Mutare e Perire, evidenziando il saggio come il prodotto tecnosociale più compiuto e programmatico attualmente disponibile sul movimento transumansita non solo italiano. Il mass mediologo Mario Pireddu, docente a Milano, sottolinea la crisi contemporanea del progressismo europeo e italiano in particolare, rintracciato in particolare su scarsi aggiornamenti a certa complessità dopo le nuove tecnologie dell'informazioni non più riducibili-secondo certi cliché dello stesso Adorno- a schemi manipolatori. Il giornalista francese Remi Sussan delinea l'aspetto meno noto e più paradossale del transumanismo, certa sua matrice persino esoterica, in certo substrato che viene persino dalle teorie alchemiche più tecnologiche, dal Golem all'Homuncolum... Max More, leader mondiale futurista e transumanista, rilegge Nietzsche e le sue teorie anitumanistiche come matrice essenziale del nuovo umanesimo scientifico stesso nella sua versione più radicale e futuribile. I giovani Francesco Boco (filosofo) e Emmanuele Pilia (Architetto) spaziano rispettivamente tra la fantascienza di Avatar in particolare e certa eredità situazionista applicata alla storia dell'architettura. Ugo Spezza traccia la cosiddetta Netsfera (o tecnosfera o noosfera o semiosfera), sorta di inconscio collettivo materializzato dopo l'avvento di Internet, e i suoi sviluppi potenziali del futuro prossimo. Infine, chi scrive, R. Guerra, presenta un breve saggio sul Marx più utopico e futuristico, attraverso l'analisi positiva del filosofo di Treviri sulle macchine e la tecnologia potenzialmente liberatrici...

