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Elena Rimondo – Lettera aperta, giugno 2011

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rimondoelenaCarissimi Spigolatori,

nella mia lettera aperta non posso citare Bauman, in quanto confesso di non averlo ancora letto; come uniche giustificazioni non posso che addurre la mia giovane età e la grande mole di letteratura che mi resta ancora da affrontare. Tuttavia, tengo a citare John Ruskin, che nella conferenza I tesori dei re insiste sul fatto che la vera lettura non è cosa facile, dato che bisogna soffermarsi sulle singole parole per scoprire

i tesori nascosti dagli autentici scrittori tra le pagine delle loro opere. Va da sé che non può bastare una vita intera per passare al setaccio anche solo ciò che vale la pena di leggere. Lo stesso si può dire, a mio parere, di tutte le altre arti, cinema compreso. Nel migliore dei mondi possibili chi ha gli strumenti per riconoscere la vera cultura si mette a disposizione di chi ne sa di meno, e per questo è rispettato e tenuto in grande stima e considerazione. Purtroppo si tratta di un’utopia, anzi il nostro Paese sarebbe una distopia se non fosse che frasi blasfeme come “Con la cultura non si mangia” sono state veramente pronunciate.

Ovviamente, una certa dose d’ignoranza è endemica e si può fare ben poco. Quel che preoccupa è che in questo Paese l’ignoranza e la mediocrità sono diventati dei valori, perché si sa che la pigrizia, sia intellettuale che fisica, trova sempre degli adepti. Non mi dilungherò oltre sull’argomento, già così efficacemente esposto da Domenico Astuti. Tuttavia, non posso che condividere l’opinione di Dario Gigli, che sottolinea il fatto che (malauguratamente) fenomeni come il successo di Zalone sono sotto gli occhi di tutti, per cui si rende necessario analizzarli. Il che, appunto, non vuol assolutamente dire che il recensore sottoscriva l’odiosa affermazione “Ti fanno passare due ore senza pensare”, riferita ai vari cinepanettoni e cinecocomeri. Al contrario, spesso chi scrive si sente impotente di fronte ai dati degli incassi. Il nostro sito non può certo aspirare ad educare una massa sproporzionata di spettatori che, chiaramente, non hanno la più pallida idea di che cosa sia il cinema né la vera letteratura. Quel che possiamo fare è cercare di essere il meno snob possibile perché è soltanto in questo modo che possiamo sperare di suscitare la curiosità dei più riottosi. Penso che il cinema, la letteratura e la musica siano un po’ come l’alimentazione: se si è abituati a mangiare solo schifezze, sarà difficile trasformarsi da un giorno all’altro in un gourmet. Per questo agli spettatori e ai lettori “di bocca buona” bisogna somministrare gradatamente sane dosi di cinema d’autore e classici della letteratura. E’ ovvio che da soli, noi Spigolatori, non possiamo sperare di fare miracoli, soprattutto in un Paese in condizioni così pietose. Il sito è quanto di più variegato si possa immaginare. Vi trovano spazio recensioni di film di cassetta e di film sconosciuti ai più; abbondano articoli su casi editoriali ma anche su chicche letterarie, passando per i grandi classici della letteratura; non mancano pezzi su vari generi di musica, senza tralasciare l’opera. Addirittura, lo stesso film o libro può ricevere una pesante stroncatura o essere definito un capolavoro da due Spigolatori diversi. E’ questa varietà che fa la forza di Spigolature e che ci permette di raggiungere il più vasto numero di lettori possibile. Per concludere, vorrei precisare che anche noi Spigolatori abbiamo sempre qualcosa da imparare da chi, sicuramente, ne sa più di noi e che, per quanto mi riguarda, un esperto di cinema come Paolo Mereghetti e un critico letterario come Pietro Citati saranno sempre i fari che mi guideranno.

La scheda di Elena Rimondo

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