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Magnus, Lo sconosciuto. Full moon in Dendera, 1985

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Magnus, Lo sconosciuto, Full moon in DenderaMagnus, Lo sconosciuto. Full moon in Dendera, ed. l’isola trovata, 1985, pp. 66

Ho scelto questa storia fra tutte, perché rappresenta la rinascita di questo affascinante anti-eroe creduto morto al termine di un albo datato 1976. Occorreranno sei anni prima che Magnus, sulle pagine della rivista Orient Express, svelasse il destino di quello che è, a mio parere, il suo personaggio più riuscito. Lo

Sconosciuto (Unknow, proprio così, senza la “n” finale…), ovvero un ex-parà francese, reduce dall’Algeria e dall’Indocina, che di professione fa il mercenario, ma finisce sempre per scegliere i più deboli e, in un modo o nell’altro, spesso aiutato dalla sorte, li favorisce. Proprio raccogliendo un ragazzo palestinese, apparentemente sotto choc, dopo un raid aereo israeliano, ed entrando con lui in un hotel, Unknow riceve due colpi di pistola nel ventre dallo stesso ragazzo, nel tentativo di impedirgli di farsi saltare in aria. L’albo, Haiti e Zahlé, si chiude proprio così, mentre lo Sconosciuto, ferito a morte, perde i sensi. Arriviamo così a Full Moon in Dendera, prima storia a colori del nostro eroe, preceduta da alcune pagine di prologo (La fata dell’improvviso risveglio), in cui, con la perizia che proprio qui inizia a contraddistinguerlo, Magnus ci mostra l’operazione di nefrectomia (asportazione di un rene), con dovizia di particolari tecnici.

La stessa vicenda principale è complessa, corale, ben sceneggiata. I personaggi, sotto la matita sapiente di Magnus, assumono tratti unici, che li rendono “tipi” rappresentativi della loro classe sociale: siano i figli di Caino - gruppo armato in lotta contro il governo e le multinazionali – o il professor Champoillon (omonimo del famoso egittologo vissuto ai tempi di Napoleone), che in alcune espressioni del volto ricorda Umberto Eco. Potremmo continuare con Costantinos Fustakis, mercante-collezionista, di origine greca, dalle molte e nefaste conoscenze; con la potente principessa persiana Fawaz Esfàrezmi, dedita alla morfina; con la giovane cantante Aiché e la sua bella tutor Fawzia.

Ne esce un affresco vivido e mosso, capace di fornire uno spaccato di una città (Il Cairo), e di una cultura profonda e stratificata. L’uso che Magnus fa nella storia, di alcuni fra i più famosi antichi testi egizi (come il canto dell’arpista), dimostra la nascita, proprio nei primi anni Ottanta, del suo interesse per l’Oriente (Vicino e Lontano), che lo condurrà ad opere come Femmine incantate o Le 110 pillole, dove ogni riferimento o citazione è frutto di un profondo lavoro di documentazione. A ben vedere, ogni azione, ogni personaggio di questa storia, assume una dimensione epica, si pone fuori dal tempo, cristallizzando nella sua tipicità. Ed è questo strano miscuglio di azione (gli scontri a fuoco, specie quello finale), e staticità epica a rendere indimenticabili le prime due storie, della seconda serie de Lo Sconosciuto: Full Moon in Dendera e L’uomo che uccise Ernesto “Che” Guevara.

La scheda di Stefano Agnelli

Comments  

 
+1 #1 RE: Magnus, Lo sconosciuto. Full moon in Dendera, 1985Pino 2011-12-02 11:19
:-| Non sapevo che la storia continuasse. Ho letto l'edizione dell'Einaudi che non comprendeva il seguito.
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