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Peters E., La Fiera di San Pietro, 1992 – La V indagine di Fratello Cadfael

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Ellis Petters, La Fiera di San Pietro Ellis Peters, La Fiera di San Pietro. La quinta indagine di Fratello Cadfael. Un Giallo Medioevale, Milano, TEA, 1992, pp. 272, € 7,50
“Tutto cominciò al consueto capitolo quotidiano dei Santi Pietro e Paolo a Shrewsbury, il 30 Luglio dell’anno del Signore 1139. Poiché quel giorno era l’antivigilia di San Pietro in Vincoli…”
Ogni anno, nel cuore dell’estate, si celebra nell’Abbazia di Fratello Cadfael, la festa di uno dei due Santi a cui è consacrata questa “casa monastica”.
La fiera di San Pietro (come tutte le fiere medioevali e non) è occasione di incontro per una folla variopinta di viaggiatori, mercanti, cavalieri e dame; questo, oltre alle misure necessarie per la sua degna celebrazione, risulta l’argomento che quel mattino si discusse. Cadfael avendo lavorato per più di due ore nel suo erbario e supponendo di non aver a che fare con la fiera dell’abbazia, “ciondolava la testa come sua abitudine, seminascosto dal suo solito pilastro nell’angolo più buio della sala del capitolo, capace tuttavia di ritrovarsi ad un tratto vigile ed attento se qualche inattesa domanda fosse stata rivolta alla sua direzione e perfettamente in grado di rispondere con assoluta coerenza a quanto aveva udito solo a metà. Si era fatto monaco sedici anni avanti per sua scelta ben ponderata, della quale non si era mai pentito, dopo una vita oltremodo avventurosa (e non si era mai pentito nemmeno di quella) ed era ormai al di là di ogni possibile sorpresa. A cinquantanove anni, con il bagaglio di una vastissima esperienza immagazzinata nel suo intimo, era ancora coriaceo come un tasso …e quasi con le stesse gambe storte, a giudizio di fratello Mark”
Queste poche righe descrivono, dopo quattro indagini (si vedano le precedenti) il “nostro” fratello/investigatore e fanno comprendere come mai egli conosca così bene l’animo e le “cose” umane.
Egli, continua Ellis Peters -scrittrice del giallo-, “nell’ambito della regola benedettina ed in gioviale cameratismo con essa, aveva perfezionato una propria disciplina quotidiana che si accordava mirabilmente con le proprie necessità”.
Ecco Cadfael…!
Ed ecco con quali “occhiali” leggere le indagini che, abilmente esposte, egli conduce; in particolare durante questo episodio, in cui la gioiosità della festa, si scontra con uno spietato assassino e con morti che insanguineranno la fiera di Shrewsbury.
Tutto ha inizio, quando, durante il capitolo sovra citato, i notabili della città, accompagnati dal Borgomastro, chiedono udienza all’Abate Radulfus al fine di far cessare un accordo in cui,durante la fiera, i negozi della città debbono restare chiusi, se non per vendere birra e vino. Detto contratto è ricompensato dall’Abbazia con 38 scellini, ma… ciò non risulta più sufficiente… ed ecco che, quando vi sono diversi punti di vista ed in un paese “vi sono due fazioni in guerra, uomini senza scrupoli possono approfittare della controversia per il proprio vantaggio, vendere altri uomini per lucro, vendicarsi dei rivali, sperare di esserne ricompensati con le terre di coloro che hanno traditi…” Questa amara riflessione è condotta da Fratello Cadfael che, districandosi all’interno dell’allegra confusione della festa, svela misteri e morti che non sovrastano solo la piccola comunità di Shrewsbury, ma l’intera Inghilterra e le lotte tra due pretendenti il trono di san Giorgio.

La scheda di Gianluca Maragno

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