I nostri figli potrebbero trovarsi un giorno impegnati a discutere sulla correttezza di una contravvenzione con un robot?
La cinematrografia hollywoodiana di ha abituato ai robot. Da Terminator a I, robot, passando per L'uomo bicentenario e per Blade Runner abbiamo visto praticamente di tutto. Ogni aspetto di questa tecnologia è stato ampiamente esaminato e discusso. Rimane solo una domanda ancora priva di risposta: tutto questo succederà davvero?
Credo che succeda raramente di pensare a questo punto mentre vediamo un film, eppure noi tutti sappiamo che la ricerca scientifica e tecnologia nel settore della robotica va avanti silenziosamente almeno dalla seconda metà degli anni '60. Piero Angela ce ne ha dato un ampio resoconto nelle prime puntate dei suoi programmi negli anni '70. Dov'è arrivata questa ricerca al giorno d'oggi? Quanto tempo ci separa da Robocop e da Terminator?
Non molto. Paesi come la Corea, contano di poter mettere sulle strade dei veri eserciti di robot poliziotti entro il 2011. Ne ha riportato la notizia qualche tempo fa Punto Informatico in questo articolo (a sua volta basato su fonti di stampa coreane) Può sembrare un progetto ambizioso ma non lo è: sono già disponibili vari tipi di robot adatti allo scopo sul mercato, sia di tipo umanoide che di altro genere.
Uno dei progetti più maturi e più conosciuti è Asimo della Honda. Lo potete vedere in tutta la sua delicata bellezza presso il suo sito ufficiale o presso questo altro sito dedicato ai robot umanoidi della Honda. Asimo è concepito per agire come "badante" presso gli anziani (e ricchi) giapponesi. Per questo motivo è così palesemente antropomorfo e così piccolo (circa 120 cm di altezza): deve potere interagire con esseri umani (fragili perchè anziani) senza spaventarli e deve potersi muovere agilmente nelle case pensate per gli esseri umani. Asimo dispone di un sistema che gli permette di capire ordini dati a voce e di rispondere, sempre a voce. Asimo è già in produzione ma, a causa dei costi lo si vede raramente in applicazioni reali. La Honda è persino arrivata a noleggiarlo per le manifestazioni, come il salone dell'auto di Tokio, pur di promuoverne la diffusione.
Robart, uno dei vari progetti dello Space and Naval Warfare Systems Command di San Diego, California (USA), è qualcosa di molto meno rassicurante. Questo robot è nato per compiti di sorveglianza e di pattugliamento e potrebbe essere uno dei candidati al concorso per poliziotti digitali della Corea. Robart è alto circa un metro e largo 60 cm, per cui non è particolarmente minaccioso di aspetto. In compenso è dotato di un inquietante arma a 6 canne rotanti in grado di spaventare anche il più coriaceo dei delinquenti. Questo sistema, in realtà, è semplicemente un arma ad aria compressa che spara solo 6 dardi di plastica pieni di tranquillante. In altri termini si tratta di un'arma non letale. L'idea che sta dietro questa soluzione è quella di usare Robart come robot per il pattugliamento e la sorveglianza automatica di spazi chiusi, come i centri commerciali e le industrie. Il suo aspetto minaccioso e la possibilità di usare, anche in modo automatico, un'arma non letale dovrebbero permettere di lasciare pressochè incustodito questo primitivo robocop.
Molto diversa è la situazione per i robot di pattugliamento e sorveglianza militari, come alcuni membri del progetto MDARS. Questi robot somigliano molto più ad un veicolo blindato o ad un piccolo carro armato che ad un androide e possono essere dotati di vere armi da fuoco. Per questo motivo è previsto che vengano sorvegliati a distanza da operatori umani.
I MDARS sono solo un esempio di una vasta categoria di robot che non ha somiglianze umane ma che si ispira piuttosto ai nostri veicoli, come le jeep, gli elicotteri, gli aerei ed i sottomarini. Sono quelli che vengono chiamati Unmanned Ground Vehicles, Autonomous Underwater Vehicles o Unmanned Aerial Vehicles. Il più illustre rappresentante di questa categoria è certamente l'aereo da combattimento senza pilota americano UCAV che potete vedere descritto presso il suo sito ufficiale alla NASA oppure sulle pagine di FAS.org. Un sistema simile è in avanzata fase di sviluppo anche da parte della Marcel Dassault Aeronautique francese, cioè la casa che costruisce il mitico Mirage. Si chiama Neuron e lo potete ammirare presso il suo sito ufficiale o presso le pagine di Wikipedia. Lo SPAWAR di San Diego ha in cantiere diversi progetti di questo tipo. Li potete trovare descritti presso www.spawar.navy.mil.
Se volete vedere alcuni di questi sistemi in azione, non potete perdervi questo sito web: www.roboclips.com.
In conclusione, possiamo dire che forse noi non ci troveremo mai a discutere una contravvenzione con un robot ma quasi certamente i nostri figli faranno questa inquietante esperienza.
Questo riapre un vecchio e doloroso discorso che riguarda l'affidabilità di questi sistemi ed il loro uso. Ovviamente, i robot per la sorveglianza, per le operazioni di polizia e per le applicazioni militari possono trasformarsi in tremendi strumenti di oppressione. Questi aggeggi possono essere aizzati contro la popolazione civile con la certezza che non si ribelleranno mai ai loro padroni, qualunque siano gli ordini che vengono loro impartiti. Per avere a disposizione interi eserciti di questi perfetti sicari non occorre più conquistare il potere su una intera nazione, in modo da avere legittimo accesso alla sua polizia ed al suo esercito. Non occorre più conquistare il consenso della popolazione per aggredire un nemico, interno od esterno che sia. Basta avere i fondi necessari per acquistare un numero sufficiente di questi "prodotti" tecnologici.
Questo cupo scenario è quello che risulta dalla ipotesi, decisamente ottimistica, che non ci siano malfunzionamenti. Nel caso che qualcosa andasse male nei circuiti di questi aggeggi, o che un "terrorista" od un "malintenzionato" riuscisse ad inserirsi nelle comunicazioni tra i robot ed i loro padroni, ci potremmo ritrovare con uno o più di questi robot intenti a rapinare banche od a assalire treni.
A questo punto è chiaro che l'introduzione sul mercato, ed il controllo, di questi robot richiede una discussione democratica che porti alla istituzione degli enti di controllo, delle procedure di utilizzo e degli accorgimenti tecnici necessari ad evitare brutte sorprese. Purtroppo, l'atteggiamento che viene tenuto dalle industrie e dai governi su temi tecnologici simili a questo, come la discussa questione del Trusted Computing e dei DRM, non fa presagire niente di buono per il futuro.

