Ci stiamo avvicinando ad un mondo senza pubblictà televisiva e radiofonica? Che ne sarà di radio e televisione senza questa fonte di reddito?
Da circa un anno a questa parte sono disponibili sul mercato i nuovi "media center" (http://en.wikipedia.org/wiki/Media_center e http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_Media_Center). I media center sono dei comunissimi personal computer dotati di schede TV e Radio (facilmente reperibili sul mercato come componenti separati) che permettono loro di ricevere i segnali delle TV (digitali e/o analogiche) e delle radio. Nonostante i rivenditori si guardino bene dal dirlo, è possibile creare un raffinato media center anche senza acquistare un prodotto hardware dedicato e persino senza usare software Microsoft. Grazie a progetti come MythTV e Freevo, è possibile creare con estrema facilità un ottimo media center basato su hardware a basso costo e su Linux.
I media center portano con sè una promessa ed una minaccia: quella di rendere possibile l'eliminazione automatica della pubblicità, e non solo dal materiale registrato.
Il meccanismo è piuttosto semplice, almeno dal punto di vista concettuale: durante la visione di un film, o durante l'ascolto di una radio, il computer "tiene d'occhio" quello che arriva dall'etere e, quando rileva la sigla della pubblicità (od un qualunque altro "sintomo" che faccia pensare ad una seccatura in arrivo), cambia canale (o fa qualunque altra cosa che l'utente abbia deciso). Questo è possibile grazie al fatto che i computer di oggi sono in grado di riconoscere un suono (una parola ma anche uno "stacchetto" musicale) od una immagine (ad esempio il logo del canale televisivo) all'interno del flusso di dati che l'utente sta ascoltando o vedendo. Una volta rilevato questo elemento, il computer può fare qualunque cosa che l'utente preferisca, come cambiare canale o far partire uno screen-saver.
Ovviamente, nei sistemi commerciali, come Microsoft Media Center non è presente nessun programma in grado di fare una cosa del genere, e non lo sarà mai, ma software di questo genere è già in fase di sviluppo da parte dei soliti hacker del mondo Linux e, in alcuni casi, è già disponibile (vedi MythTV).
Cosa vuol dire tutto questo? Beh, è ovvio che gli utenti, sovrassaturi di pubblicità, non potranno che accogliere questa soluzione con un sonoro sospiro di sollievo. Finalmente potremo vedere un film senza sciropparci la pubblicità dei fissativi per la dentiera e dei pannolini! Potremo ascoltare la radio senza dover subire le idiozie dei pubblicitari!
Ma che ne sarà delle radio e delle televisioni? Niente pubblicità, niente soldi. Niente soldi, niente radio e niente TV. Dovremo forse rassegnarci a spegnere MythTV per evitare che l'imprenditore di turno finisca sul lastrico?
Le soluzioni che vengono attualmente esaminate dall'industria radio-televisiva sono le seguenti.
1. Passaggio ad un modello di business basato sugli abbonamenti, come già avviene per la TV satellitare e per il digitale terrestre.
2. Passaggio da un modello di "incapsulamento" basato sul tempo ad uno basato sullo spazio. Questo vuol dire che, invece di farvi vedere un pezzo (breve) di film e poi tanta pubblicità, vi farebbero vedere la pubblicità "sovrapposta" od "affiancata" al film, in una apposita finestrella o direttamente sopra l'immagine del film.
3. Proibizione pura e semplice della produzione, distribuzione od uso dei sistemi di rilevamento ed eliminazione della pubblicità.
Ovviamente, la soluzione che sta ottenendo le maggiori preferenze da parte degli industriali è quest'ultima.
Negli USA, la procedura per arrivare alla eliminazione fisica di questa minaccia imprenditoriale è già piuttosto avanti. Nel 2005 le lobby televisive sono riuscite a far approvare (illegalmente) una norma in questo senso da parte dell'ente che si occupa delle radiofrequenze, la FCC (vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/Broadcast_flag , http://en.wikipedia.org/wiki/High-definition_television , http://www.eff.org/broadcastflag/ e http://www.eff.org/IP/Video/HDTV/ ). La norma in questione è poi stata dichiarata illegale dalla Corte Suprema nel Gennaio del 2006 ma il lavoro delle lobby è subito ripreso e ci si aspetta una promulgazione definitiva entro fine anno. Nel 2007 dovrebbe essere il turno dell'europa.
Per essere sicuri che il lavoro sia completo, la major dell'intrattenimento, come RIAA e MPAA, si stanno anche preoccupando di riempire il "buco analogico" ("analog hole") che finora ha sempre permesso di registrare con un normale videoregistratore o con un normale registratore audio i programmi TV e radio. Dal 2008, questo non dovrebbe essere più possibile (senza pagare ulteriori balzelli, si intende). Vedi anche DTCSA .
Nonostante tutto questo, sembra piuttosto improbabile che la tecnologia di rilevamento ed eliminazione automatica della pubblicità possa essere considerata già morta. Ci sono infatti diverse difficoltà tecniche da superare per avere successo in questo infanticidio tecnologico.
In conclusione, possiamo dire che nei prossimi 2 o 3 anni potremo assistere ad una epica battaglia attorno a questo tema. Se nel frattempo volete godervi qualche film senza pubblicità, ricordatevi di MythTV.

