Innanzitutto una premessa: Superman, alias Clark Kent o Kal-El, è un personaggio dei fumetti creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938, pubblicato dalla DC Comics. Questa considerazione mi sembra necessaria ogni volta che affrontiamo un'opera cinematografica che trae spunto dalla letteratura. Per poterla apprezzare pienamente, dobbiamo considerare non solo gli effetti speciali contemporanei, ma soprattutto il periodo storico in cui l’opera -l’idea-venne concepita. Superman (Brandon Routh), ritorna sulla terra dopo aver ricercato, invano, superstiti del suo pianeta natale Krypton. Sono passati anni e gli abitanti di Metropolis hanno quasi dimenticato il supereroe. Lois Lane (Kate Bosworth), l’amata “collega” giornalista, si è rifatta una vita, ha vinto il premio Pulitzer con l'editoriale “Perché il mondo non ha bisogno di Superman”, ha un figlio ed un ottimo compagno. Il suo grande nemico Lex Luthor (Kevin Spacey), è stato scarcerato ed ora trama, nuovamente, per diventare l’uomo più potente della terra, senza dimenticare l’altro vecchio sogno: uccidere Superman.
Nonostante gli anni l’impegno di Superman non è cambiato -disastri da sventare e criminali da fermare- ma ora sono molte le cose rimaste in sospeso che devono essere sistemate. In particolare, ha una donna da riconquistare. Riuscirà ancora una volta, il nostro supereroe, a stupirci?
Il vero protagonista -in definitiva- è l’antagonista di Superman. Un personaggio in grado di calamitare l’attenzione dello spettatore sino a spostare il baricentro del film verso se stesso grazie all’autorevole interpretazione di Kevin Spacey, sino ad offuscare Brandon Routh. Quest’ultimo sembra più attore da fotoromanzi -immobile di fronte alla macchina da presa- e ben poco vale la giustificazione di essere al primo film da protagonista. In ombra pure Kate Bosworth, sicuramente interessante, ma non incisiva.
Complessivamente è un bel film, con grandi effetti speciali, ma nonostante tutto non è in grado di entusiasmare il pubblico. La punta di diamante sono gli effetti visivi, davvero sensazionali, imponenti, mozza fiato. Il regista Bryan Singer, già abituato a film spettacolari come “X-Men” (2000) e “X-Men 2” (2002), ne è il maestro, creando delle sequenze memorabili.
Ottima la scelta della colonna sonora originale. Film dedicato a Christopher Reeve, il “Superman” del 1978-'80-'83-'87.

