Durante i festeggiamenti di capodanno organizzati sulla lussuosissima e imponente nave da crociera Poseidon, una mastodontica onda anomala trasforma la gioia in tragedia, capovolgendo completamente l’imbarcazione. Acqua ovunque, vetri in frantumi, fiamme, cadaveri, urla disperate. Tra i pochi superstiti, un giocatore d’azzardo, un padre in cerca della figlia in viaggio con il fidanzato, una single con suo figlio ed una inquieta clandestina, fanno di tutto per raggiungere, se possibile, la salvezza. Nulla di nuovo! Si tratta del remake non riuscito del più noto “L’avventura del Poseidon” (1972). E’ un film catastrofico -ma potrebbe essere un videogioco- il cui ingrediente principale è la corsa contro il tempo, senza poter “respirare”, che non lascia grandi margini d’errore, giacché una svista un’attesa di troppo- potrebbe risultare fatale.
Il lungometraggio è pieno di dialoghi banali. I personaggi sono descritti in maniera superficiale, privi come sono di vere emozioni interiori, di sofferenze psicologiche, mentre sono particolarmente accentuate quelle fisiche -sicuramente di maggior impatto visivo- più immediate e fugaci.
La regia di Wolfgang Petersen non arriva ai due film precedenti, anch’essi ambientati sul mare (“U-BOOT 96”, 1981, e “La tempesta perfetta”, 2000). Gli attori non hanno aggiunto nulla al film, se non il loro nome.
Da vedere solo per gli amanti degli effetti speciali -visivi e sonori- molto ben curati, tanto da far impallidire il “Titanic” (1998) di James Cameron.

