Saetta McQueen, una giovane macchina da corsa alle prime grandi esperienze, ma con un futuro promettente. Durante un trasferimento per prendere parte alla rinomata Piston Cup in California, si ritrova nella sonnolenta e dimenticata città di Radiator Springs sulla Route 66. Saetta McQueen fa la conoscenza dei personaggi più “alternativi” della città, fra cui Sally, il Dottor Hudson, Carl Attrezzi e Luigi. Un gruppo eterogeneo ben lontano dal suo solito “mondo” di fortunati vincitori, di cui finisce per apprezzare la grande “umanità” dei sentimenti, sino a comprendere che al di là dei trofei, del successo e degli sponsor vi è la vita vera: una gara in cui l’importante è “partecipare” con dignità. Una bella favoletta -di quelle classiche- dove la morale è già evidente, giacché basta sostituire le persone alle macchine, senza bisogno di inventare nulla. E’ il nuovo mondo animato della Walt Disney Pixar, ma per essere ancor più corretti direi di John Lasseter. Ossia, un regista di tutto rispetto ed un professionista di genere, ricordiamo il primo lungometraggio d’animazione digitale “Toy Story - Il mondo dei giocattoli” (1995).
Con il nome Saetta McQueen, si è portati a pensare all’appassionato di gare automobilistiche Steve McQueen benché, in realtà, sia un persnaggio dedicato ad un grande animatore, il canadese Glenn McQueen, deceduto nel 2002.
“Cars - Motori Ruggenti” è un bel lavoro. Le gare sono ben fatte -apprezzabili i dettagli come i pezzetti di gomma sulla pista- con riprese studiate per rendere il massimo dell’eccitazione -anche se saranno godute più dal pubblico sportivo statunitense, perché quello europeo è abituato a riprese ben più tecniche- meravigliosamente espressa dalle macchine “umane”. In altre parole, un’attenta costruzione, merito anche della computer graphic, anche se alcuni particolari lasciano dubbiosi: ad esempio gli occhioni grandi sono, forse, per sfondare in Giappone oppure per rendere meglio l’armonia tra vettura e carattere? Tutto molto bello e, si può dire, perfetto ad eccezione della trama, per non ha nulla di originale ed eccessivamente prevedibile.
Una nota di merito va sicuramente ai doppiatori italiani: Massimiliano Manfredi (Saetta), Sabrina Ferilli (Sally), Marco Dalla Noce (Luigi, la Cinquecento ferrarista), Pino Insegno (Chick Hicks), Marco Messeri (Carl Attrezzi), Alex Zanardi (Guido). Camei vocali altrettanto curiosi come quelli di Michael Schumacher, di Giancarlo Fisichella, di Jarno Trulli, di Ivan Capelli, di Emanuele Pirro e di Gianfranco Mazzoni.
Scheda di Massimo Gherardi

