Piero Balestro, La terapia delle coccole. Parlare l'amore, Cinisello Balsamo (Mi), San Paolo Ed., 2005, pp. 216, € 10,50; Prima edizione 1993 Nel nostro mondo frettoloso, il recupero della comunicazione amorosa buca l'ormai spessa superficiale patina formatasi dovunque “sessualità” trasudi. Come Roland Barthes ricompone secondo la propria indole di linguista i termini in uso nel discorso amoroso,
così Piero Balestro misura e riformula l'estensione del corpo-amore, nello spazio esistenziale, in quello espressivo, ed in quello individuale, tanto che le proporzioni racimolate edificano per il Lettore, un modo arricchente (per alcuni/e sicuramente nuovo considerati gli esempi emergenti dalla cronaca, dalle trasmissioni televisive, nonché dalle “opportunità del web e dalla storia cinematografica del genere “porno”) di leggere l'eros e di viverlo.
I riferimenti letterari mirati di Barthes (si consiglia la lettura di Frammenti di un discorso amoroso) dagli antichi greci ai mistici -il quale attingendo sia da filosofi che da artisti ha mediato tra sesso e sentimento, forse protendendo più per il secondo fattore che per il primo- si specchiano nell'esperienza riflessa del Piero Balestro psicologo, che riesce a decodificare il ruolo de ”l'amante”, o meglio della sua psiche, sotto il profilo medico-biologico tra le righe, filosofico, ma soprattutto teologico.
Il lessico amoroso di Barthes, rimarrebbe sterilmente un “parlare d'amore” se non intervenisse la mediazione comunicativa dei gesti amorosi analizzati da Balestro: dalla stretta di mano alla carezza, la gestualità fornisce voce all'amore.
«(...) come si presentificano all'amato?come fuoriescono gli aneliti amorosi che pressano nella lucidità pulsante dello stato affettivo?» si interroga Piero Balestro, rispondendosi con il riconoscere tale potenza/proprietà a «quelle gestualità che vanno sotto il nome di coccole, quei gesti assolutamente gratuiti, senza alcuno scopo pratico di efficientismo; unicamente intenti a esprimere il bene, la tenerezza, la dolcezza: il proprio amore insomma. Viste così, le coccole sono l'ultimo anello della catena amorosa, i momenti terminali che servono sia a comunicare il bene sia a riceverlo sia a goderlo.»[il corsivo è di Balestro, pag. 78].
Gesti veicolati alla conoscenza di sé e del partner per sapersi concedere, in una comunione mai sterile di sentimenti, se, ad esempio «prendere uno per mano costituisce di per sé un evento: fa uscire dalla propria individualità e aprirsi a quella di un altro» (p. 101).
Pertanto, un consiglio di lettura per vivere meglio l'eros, e le sottili, a volte celate manifestazioni del medesimo, ad ogni età, pur con esigenze diverse, senza imposizioni né aggressività, per prepararsi all'altro con l'altro.
Non sono assenti, ovviamente, i riferimenti al Cantico dei cantici e ai rimandi allegorici tra l'amore umano e quello divino, tra la donazione interiore e quella corporea (L'amplesso sessuale, pp.167-170), tuttavia la lettura è moderna e laica per quanto riguarda il «richiamo dell'Altro» che sembra a volte da alienare o sublimare al costo salato dell'inautenticità e dei problemi psichici conseguenti: «A spingere in tale direzione s'aggiunge la faciloneria fideistica di certo mondo religioso o il trionfalismo potente ma superficiale di certe manifestazioni chiesastiche» (p. 204).
Interessante l'ultimo paragrafo del terzo capitolo della Parte Terza (p.173), La relativizzazione dell'assolutezza individuale tramite il quale il Lettore, oltre ad essere trasportato dalla riflessione sulle coccole a quella sul trascorrere del tempo e relativa alla percezione che l'essere umano ne serba, si sorprenderà di aver imparato a cogliere l'importanza d'un abbraccio fatto e/o ricevuto (in ultima analisi una coccola spirituale, oltre che corporea).
P.S. Nel caso l'argomento vi interessi, passate a Iniziazione a un mondo di coccole. Un nuovo modo di vivere l'eros, di Francesco Casaretti (Mediterranee, 2004, pp.110).










