Valerio Massimo Manfredi, Lo scudo di Talos, Milano, Mondadori, 2000, pp. 334, € 9,00 Talos, lo storpio, è cresciuto tra gli Iloti, il popolo di schiavi sottomesso a Sparta, senza sapere di essere il frutto della legge più crudele della città lacedemone. Egli è un pastore tra i pastori ma nelle sue vene scorre il sangue della “Città di ferro”.
Per vie tortuose il fato lo ricondurrà alle sue origini, attraverso la gloriosa vittoria di Maratona e l’eroico sacrifico delle Termopili, in un tragitto personale che si fonde con la Grande storia dei Greci.
Tuttavia quando finalmente egli farà ritorno nella sua famiglia spartana e la lotta contro gli invasori persiani sarà ormai vinta, ecco che gli Iloti si ribelleranno al giogo degli spartani, cercando disperatamente una libertà a lungo agognata. Così Talos dovrà decidere se essere Talos, il lupo Ilota o Kleidemos, il guerriero spartano; dovrà decidere se schierarsi con il suo cuore o con il suo sangue…
Quest’opera è uno dei migliori libri di Valerio Massimo Manfredi, forse l’avventura più avvincente e coinvolgente. Un romanzo di passioni politiche, di affetti familiari e di coraggio. Un modo per rivivere il passato come un tranquillo passatempo e una spensierata lettura, perchè la storia non è solo polverosi e noiosi manuali ma anche una grande e divertente avventura. Una avventura che può trasformarsi anche in apprendimento, non rigido sapere scolastico, ma presa di coscienza del passato, giacché molte problematiche del presente sono figlie dell’ignoranza del passato vicino e remoto.
Leggete la storia in qualunque forma vi si presenti e in qualunque modo vi aggrada, lasciando perdere gli studiosi benpensanti e i loro giudizi…










