
Jacques Le Goff, Il corpo nel Medioevo, Roma-Bari, Laterza, 2005, pp. 188, € 8,50
Per gli appassionati di storia e in particolare di medievalistica, Jacques Le Goff è un’autorità nel settore che non ha bisogno di molte presentazioni. Per coloro i quali invece si avvicinano per la prima volta a questa branca della storia è bene specificare che Le Goff è
uno dei massimi studiosi contemporanei del Medioevo, con la particolarità -da non sottovalutare- di saper rendere la storiografia medievale un genere letterario rivolto anche al grande pubblico grazie allo stile chiaro e ad una prosa lievemente romanzata.
Oggetto di attenzione nel libro è il corpo. Il corpo che oggi viene ostentato, pubblicizzato, costretto in canoni di bellezza artificiali, martoriato da diete per poterlo esibire in prove-costume condannando chi ha il coraggio di mostrare cosce poco toniche, ha subito una evoluzione sociale ed ideologica lenta ma drastica.
Il Medioevo nel corso dei suoi mille anni ha visto succedersi gli influssi più disparati che hanno sviluppato una morale serrata, destinata ad incanalare le vite degli uomini verso una precisa direzione a seconda della loro classe sociale.
Medici e prostitute erano figure sporche perché avevano a che fare gli uni con le sostanze corporee e i malati, le altre vendevano il proprio corpo commettendo il più immondo dei peccati. Il corpo era una punizione divina, doveva essere castigato, nascosto mai toccato per preservare l’anima dalla “lordura” del peccato originale all’epoca identificato con la gola e la lussuria. Ma esistevano poi una miriade di eccezioni o scappatoie, l’attenta osservanza del Carnevale come della Quaresima, la carità cristiana e la pietà verso i malati anche se simboli della punizione divina dovuta al peccato, come i lebbrosi considerati figli concepiti nei periodi in cui doveva essere praticata l’astinenza regolamentata dalla Chiesa. Il sangue, impuro come tutti gli umori del corpo, trovava però valenza mistica nella Comunione e nel sacrificio di Cristo.
In queste pagine ci si immerge in un Medioevo lontano dai connotati con cui viene caratterizzato, popolato di persone che percepivano la loro epoca come noi percepiamo la nostra, senza poterla analizzare lucidamente. E tra divieti e credenze si scorge un’età di mezzo ricca di cultura e spiragli di luce: nascono nuove idee in campo scientifico-tecnologico, esperimenti e riflessioni nella medicina e un fiorire di Università, nonché centro ideologico di molte delle usanze presenti ancora oggi.










