Il libro Raccontare per e & È and et por Comunicare. 12 racconti (Montedit, 2008, pp. 134, € 10,00) di Antonella Chinaglia è stato presentato il 14 ottobre 2008 presso la Biblioteca
Ariostea di Ferrara. La varietà di interpretazioni del testo scaturita dall'introduzione di Francesca Mellone e dagli interventi dell'artista Monica Grandi, di Gianna Vancini, e da Gian Luca Balestra, ha testimoniato la ricchezza dei contenuti prospettando al pubblico differenti percorsi di lettura.
![]() | ![]() |
![]() | ![]() |
![]() | ![]() |
Prendendo a prestito una frase di Andrea Camilleri, «Di fronte a uno che sa raccontare, che ha la felicità del racconto, ti senti grato.» tra i fans del quale si annovera Antonella Chinaglia, è semplice inquadrare la felicità del raccontare di Antonella. Risulta da ogni pagina del libro, infatti, in modi espressivi e stili linguistici differenti, come ha saputo indicare Francesca Mellone sottolineando il “raccontare di sé” nella Nota dell'Autrice ed individuando nelle battute iniziali dei racconti -con la lettura dell'incipit del racconto Il Rubicone ne ha portato esempio- una scrittura scorrevole ed intrigante che invoglia alla lettura, ad entrare nel mondo dei protagonisti d'ogni singola narrazione. Interamente da scoprire sulla scorta del titolo della silloge Raccontare per e & È and et por Comunicare, già di per sé un approfondito programma per la lettura, reso particolarmente evidente dall'intervento di Antonella Chinaglia, la quale, soffermandosi a rispondere alla principale domanda postale da coloro i quali abbiano tra le mani il volume, vale a dire riguardo la motivazione di un titolo così esteso ed inconsueto, ha evidenziato le sfumature regalate ai due lemmi, raccontare e comunicare, dalle preposizioni semplici e dalle congiunzioni, in lingua italiana e straniera, nonché dai simboli e dagli operatori booleani. Titolo ripreso graficamente dall'illustrazione opera della ceramista di professione Monica Grandi, nel segno decorativo della quale Antonella Chinaglia legge una metafora segnica della comunicazione, secondo cui non può esistere piena ed assoluta condivisione tra esseri viventi o esistenti. Allo scrittore, pertanto, a parere di Antonella Chinaglia, è demandato il difficile compito di dare voce ai singoli microuniversi individuali -oggetti, persone, animali- che vengano a contatto, mantenendone intatta l'autonomia comunicativa e traducendola al lettore nella lingua della partecipazione, del confronto, del porre in comune, del sovrapporsi, intersecarsi o distanziarsi. In termini di sensibilità e rispetto per e delle diversità, al fine della comprensione e del miglioramento reciproco, individuale e collettivo.
Del resto, non a caso, il “luogo” del racconto d'apertura L'uovo di Colombo è un limitato cortile, mentre l'ultimo racconto, Restando a Ferrara offre la panoramica su una intera città.
![]() | ![]() |
![]() | ![]() |
A tale proposito, Gianna Vancini, in veste di Presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi, avendo ribadito con un commento al racconto Ada e l'uva, quanto rilevato per la stesura della Presentazione con cui il libro si apre al lettore, è stata sentitamente ringraziata da Antonella Chinaglia per aver saputo far «affiorare alcuni aspetti, disseminati qua e là» in Raccontare per e & È and et por Comunicare. 12 racconti, riguardo la «sua attenzione alla salute e alla valorizzazione del territorio ferrarese.»
Gian Luca Balestra, oltre ad approfondire le interessanti argomentazioni accennate nel Contributo alla lettura ha intrapreso nuovi percorsi di lettura valorizzando la venatura “noir” del racconto Nel fosso dell'idrovora, la gradazione “gialla” del racconto Il mezzo parcheggiato, il taglio storico del racconto L'occasione. Seguendo il filone ironico e quello moralistico rintracciabili nella silloge, Balestra ha terminato il proprio intervento soffermandosi sulle figure sia dell'intellettuale che dello scrittore emergenti dal racconto Rivendico il mio autore.

Per chiudere:
Tra il pubblico, una giovanissima lettrice, Rachele, ha desiderato omaggiare Antonella con un magnifico mazzo di fiori, girasoli, esprimendo in tal modo la simpatia per l'Autrice ed il proprio parere per un racconto, in particolare, della silloge: Il sentiero profumato d'aghi pare proprio che le sia piaciuto molto.
Fotografie di Massimo Gherardi




















